Vita, Storie e Pensieri di un Alieno

06/11/2008

it’S A meSS, it’S A StARt
(Snow Patrol – "Take Back The City")

Come sto? Sto bene. La pioggia si infiltra in ogni fessura, tra un pensiero e l’altro, tra una canzone e l’altra, tra un ricordo e l’altro. Stasera mi sento talmente opaca da mettermi ad ascoltare Ben Harper. Sono davvero pronta ad affrontare una nuova vita lontano da qui? Probabilmente no. Ma cos’altro potrei fare, se non inseguire i miei sogni? I romantici sono nati per pensare troppo e per sbatterci il naso, galleggiano nel vuoto tra due opposti. Sono quelli che muoiono dietro ad un ragazzo per anni senza mai avere il coraggio di dirgli una parola, e poi prenotano un volo per tornare a Londra da una persona vista solo per qualche manciata di ore. L’equilibrio non sanno cosa sia, si lasciano trascinare dallo Sturm und Drang in un vortice che li lascia esausti. Parole pronunciate in una cornetta mi rimbalzano tra i neuroni. L’amore è cosa ben strana. Tutto quello che ho dentro è tanto meraviglioso da colorare pagine e pagine, si spande nell’aria come una canzone che non lascia indifferenti, tira i fili segreti che aprono i sorrisi, fa scintillare occhi troppo abituati a stare volti verso il basso.. Contemplo la mia storia con Max dall’alto, e lo faccio ogni secondo che passa. E’ come avvicinare lo sguardo ad un prato e rendersi conto della quantità sterminata di vita che vi è intrisa. Guardo i mille piccoli insetti che hanno popolato ogni nostro giorno, i dettagli dei mesi trascorsi insieme. Li osservo, e so che per chi mi cammina intorno nemmeno esistono. Ma io li conosco per nome, mi ricordo di ognuno di loro. Una tazza gialla, un mazzo di rose, una pila di magliette piegate, post-it verdi in un armadio, un cd con la custodia rotta.. una sera ti svegli e ti accorgi di essere diventato un alieno. Vedi cose che gli altri non vedono, ridi da solo e sai che se ne spiegassi il motivo non capirebbero, dai importanza a ciò che per il resto del mondo non ha alcun valore. E ce n’è solo un altro come te, lo sai benissimo. Uno solo che sa perché stai ridendo senza nemmeno che tu glielo debba spiegare. Uno solo. Uno con cui hai sviluppato una complicità che supera anche quella che avresti con un fratello. Uno con cui sei talmente a tuo agio da non vergognarti quando ti metti a ballare. Uno che ti ha visto piangere mentre il resto del mondo veniva chiuso fuori da una porta sbattuta con forza. E per quell’uno, per la sensazione impagabile di non essere poi così strano, lasceresti tutto. Rischieresti di perdere anche quanto hai di più prezioso, solo per la speranza di un altro sorriso. Lascio che le persone incidano i loro solchi sulla mia superficie, curiosa di sentire cosa ne verrà fuori quando la puntina sfiorerà la mia pelle. Max mi ha regalato cicatrici che nessuno potrà mai cancellare. Ha scritto per me canzoni alle quali non so rinunciare. Farei qualsiasi cosa pur di non lasciar questo alieno scivolare fuori dalla mia vita. Per questo non posso restare. Per questo ora non posso fare altro che aspettare, ogni minuto, sapendo che al sopraggiungere della sera potrò depennare altre 24 ore dal mio calendario. Mi corico, esausta, e nella mia testa fingo sia già ora di salire in macchina ed inserire un nuovo cd, che da lì a pochi giorni sarà già coperto di insetti. *Fra*

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24/08/2008

oN SummeR dAYS LiKe tHeSe
(Doves – “Words”)
 
Lunghissimi silenzi. L’estate non è ancora finita, ma un orologio ha già iniziato il suo conto alla rovescia. Per dirla tutta aveva già iniziato a ticchettare lo scorso Novembre, ma allora il futuro era incerto. Ora forse meno. Per come sono fatta, gli alti e bassi si susseguono ad intervalli irregolari. Quando si sta bene si sta molto bene, quando non si sta bene si sta molto male. Ogni tanto si riaffaccia un’ondata di grigio, in me o in lui, al che anche l’altro inizia a scolorire. Da bravi innamorati, agiamo da camaleonti. Viviamo l’uno appoggiato all’altro, risentendo del colore altrui. Impossibile non lasciarsene influenzare: è istinto, è natura, è ciò che ci contraddistingue, e pensiamo con terrore al giorno in cui smetteremo di farlo. Estate. L’estate più strana, a conclusione dell’anno più strano.. il più bello. L’anno in cui tutto è cambiato, me compresa. L’anno in cui sono cresciuta (se fossero stati centimetri, ora avrei potuto guardare tutti dall’alto). Un anno esatto fa ero in aeroporto con i miei amici, in lacrime, pronta a tornare da una vacanza indimenticabile. Una vacanza a Londra, che adesso è la mia seconda casa. Pronta a prendere il quarto aereo della mia vita. Adesso, nell’arco di quest’anno, sono arrivata a quota 14. Io che tremo ancora ad ogni turbolenza.. *to be continued*     

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23/05/2008

AVVISO AI NAVIGANTI

Sono appena tornata da Londra, dove qualche simpatico idiota ha avuto la pensata di rubarmi la borsetta, contenente portafogli e cellulare. Indi per cui: oltre alle assurde menate per rifare tutti i documenti, e al giramento di scatole per i dindini, sono attualmente priva del mio adorato (seppur scassato) telefono. Et: non ho più nemmeno uno dei vostri numeri.

Intendo ri-munirmi della mia scheda quanto prima (il numero quindi dovrebbe rimanere lo stesso), se per favore mi mandate una mail con il vostro numero (e se vi va, anche quello di altri non-lettori miei amici di cui avevo il numero) vi sarò immensamente riconoscente.

Grazie in anticipo! *Fra*

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10/05/2008

tHe PRobLem
(We Are Scientists – “Ghouls”)

We all recognise that I'm the problem here
We all recognise that I'm the problem here 

It's impossible to know or so it seems
What I'm supposed to do with you on anything
I know the blame this time is going to fall on me
'Cause we all recognise that I'm the problem here

Can't help but feel attacked, what's that supposed to mean?
I know I won't relax or act like it's no big deal
This happens all the time, it's kind of our routine
But we all recognise that I'm the problem here

We all recognise that I'm the problem here
We all recognise that I'm the problem here
We all recognise that I'm the problem here
We all recognise that I'm the problem

La ascolto per ore. E mi accorgo di essere io. *Fra*

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18/03/2008

HoW couLd it be ANY betteR tHAN tHiS?
(Lifehouse – “Everything”)
 
..A volte mi dico che non voglio nient’altro. Svegliarmi accanto a lui la mattina, guardarlo mentre si prepara per uscire, fare colazione insieme ascoltando le notizie alla radio come una vecchia coppia, aspettare con impazienza il suo ritorno e addormentarmi di nuovo al suo fianco, occhi negli occhi, con un sorriso dolcissimo stampato in volto. “Would you tell me / how could it be / any better than this?” *Fra*

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08/03/2008

wiSH You couLd See tHRougH mY eYeS
(Feeder – “Yesterday Went Too Soon”)

Non sapevo che Brad fosse morto. Lo scopro stasera, incredula, sul blog di una lettrice. Era stato il mio idolo di bambina, conservo ancora foto e videocassette, accanto a momenti bene impressi nella mente. E’ proprio vero che l’adolescenza è finita.. Ero a Londra, isolata dal mondo. Lo scopro adesso, e nonostante la potenziale assurdità della cosa, la notizia mi lascia con l’amaro in bocca. Vite sgretolate, per cosa poi? Non capisco, continuo a non capire..
Strano sabato sera, colmo di tristezza sconsolata fino all’orlo. Me ne sto a casa, incerta se dormire sul divano o andare direttamente a letto. Lui è fuori, mi chiedo se si stia divertendo, cosa stia facendo, a cosa stia pensando.. Io tanto per cambiare penso a lui. Di tanto in tanto infelicità e delusione si tagliano col coltello, allora tagliuzzo Lui, salvo poi correre a prendere bende e cerotti. Clicco “invia” sotto l’ennesima mail di scuse, o forse non proprio scuse, quantomeno un tentativo di metterci una pietra sopra. Abbiamo passato una bella settimana insieme, dopo qualche crisi iniziale tutto è andato per il meglio, e gli ultimi giorni sono stati a dir poco memorabili. Dovrei essere contenta di poterlo riabbracciare così presto, invece (come al solito direi) mi lascio buttare giù dalle sue assenze. Sogno giorni migliori, sperando che si realizzino davvero. Rivedo due bambini in un prato, sotto un sole splendido, tutti intenti a preparare una collana di margherite.. Vorrei potesse essere sempre così. Nei suoi occhi il cielo è sempre sereno. *Fra*

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23/02/2008

wAitiNg FoR mY mAN
(Velvet Underground - "I'm Waiting For The Man")

Notte insonne, forse meno frenetica della prima, ma la stanchezza e un po' di tensione ci sono ancora. E' strano però come siano cambiate le cose..  i rapporti si evolvono e anche ciò che apparentemente sembra uguale assume un significato diverso. Già una volta ho trascorso metà della notte al computer, l'altra metà dormendo col cellulare in mano, per poi svegliarmi e correre in aeroporto, tesa come una corda, godendomi l'alba e imprecando contro la neve. Stavolta sarò forse un po' meno tesa, meno confusa e impacciata. Ma nonostante il freddo e il sonno sono ancora qui che aspetto di vederlo uscire di casa.. sono peggio di una mamma.

Mi chiedo se esista un modo per quantificare in modo preciso il dolore. Forse le Lacrime Versate (LV) potrebbero essere un'unità di misura abbastanza buona.. Sto cercando di ipotizzare se soffrirò sempre di più o sempre meno. Meglio "più paure, legame meno stretto" o "meno paure, legame più stretto"? Come scrive saggiamente XKCD, per queste cose l'approccio matematico non serve a niente.
Questo pomeriggio, passando l'aspirapolvere in camera mia, mi è venuta una crisi di pianto disperato. La cosa brutta di queste cose è che in un paio d'ore si smaltiscono, ma le cicatrici rimangono e compromettono i giorni a venire. Una parte di cervello torna ad indugiare su quel nervo scoperto, di tanto in tanto, mandando in circolo l'angoscia. Non voglio che mandi a pallino questi splendidi momenti che avremo da trascorrere insieme..

I minuti passano, sogno il mio piumone caldo. Cerco di riagguantare tutta la contentezza dei giorni scorsi, all'idea di poterlo finalmente riabbracciare.. Devo solo stare attenta a non perdere la concentrazione, o quel nervo scoperto potrebbe tornare a far male. Ancora una manciata di ore, e poi potrò accoccolarmi accanto a lui. *Fra*

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20/02/2008

i WiLL coMe bAcK FoR You
(Foo Fighters - "Come Back")

Clicco su “Scrivi un nuovo post” ed ho la strana impressione di non ricordarmi neanche bene come si fa. Il vecchio Splinder, questo sconosciuto.. Sono tornata qui di tanto in tanto, a leggere qualche amico, a stupirmi del counter sempre in movimento, a notare quanto poco è aggiornata la barra a sinistra.. In questi mesi non ho smesso di pensare, tantomeno ho smesso di frequentare la rete (diciamo che ho cambiato luoghi di aggregazione).. ho solo smesso di rendervi partecipi, voi che ancora tornate qui. Mi chiedevo chi foste.. forse a pensarci posso immaginarlo. Invece non avrei mai sospettato della persona che mi ha chiesto di tornare. Se sto scrivendo ora, è tutta colpa sua.

Stamattina, mentre pulivo casa, stavo pensando di nuovo a quanto la vita sia imprevedibile..
Lui la scorsa estate aveva deciso che non si sarebbe legato a nessuno, almeno per un po’..

Ed eccoci qui.
Io prima di partire mi ero detta “Non facciamo cretinate!”..
Ed eccoci qui.
Nessuno dei due voleva imbarcarsi in una relazione a distanza..

Ed eccoci qui.

..Pare sia meglio mettere da parte i propositi, perché non si sa mai come andrà a finire. Si passa tanto di quel tempo a pianificare, poi arriva l’imprevisto e (fortunatamente?) si è costretti a cancellare tutto. Il colpo di scena arriva, basta aspettare. Probabilmente anche i miei sceneggiatori sono stati in sciopero per un bel pezzo.. poi ad Agosto hanno deciso di rimettersi all’opera. E così la mia vita non è più la stessa. Sono sempre io, con le mie paranoie, la mia insicurezza, la pigrizia cronica, la scarsa autostima.. ma così tanto è cambiato. Le mie giornate, le mie abitudini, i miei legami, i miei sogni. Adesso so dove voglio andare, la mia vita ha finalmente una direzione. Tra me e la meta ci sono migliaia di ostacoli, ma ciò che conta è la ferma volontà di arrivare.

..E allora com’è che continuo a vacillare? Perché già penso a mesi lontani di cui non so quasi nulla, perché cerco di far piani che molto probabilmente andranno a farsi benedire?
Dovrei ascoltare di più quello che dico.

Questo è per Mattia, che ancora non ha smesso di tornare qui, di aspettarmi, di cercarmi. Grazie! *Fra*

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02/12/2007

tHe WAY You diSAPPeAR
(Train – “This Is Not Your Life”)
 
Latito. Oh si. Quasi un mese senza scrivere una sola parola, poche conversazioni, poca varietà nei destinatari delle mie e-mail. Ne rido con una migliore amica ritrovata.. Ricordiamo i giorni in cui la accusavo con leggerezza per le sue sparizioni, e non capivo. Ora capisco, e per fortuna siamo ancora qui per riderne insieme. La mia vita si è riempita di cose e si è svuotata di ore di sonno. So che non potrò reggere ancora a lungo così, ma fortunatamente è solo questione di un paio di settimane.. Mi trascino da un’ora all’altra sognando lenzuola calde dove addormentarmi serena. Mi corico sorridente con parole dolci ancora sulle labbra. Immagino le sue mani e il suo profumo, se chiudo gli occhi sono di nuovo in cucina, alle mie spalle la BT tower, di fronte a me la sua voce così bella. Ogni momento è per lui, tra felicità angoscia incredulità paura. Ogni parola è per lui, ogni immagine è per lui, ogni canzone è per lui. E ho smesso di sentirmi colpevole. Perchè so che lo sto facendo per me, per il mio futuro, per la mia felicità. So che è qualcosa di grande e stupendo, e che voglio tenermelo stretto perchè mi sta dando tanto.
Mille idee per la testa, e la costante sensazione di essermi abbandonata alla pigrizia. Progetti, progetti e ancora progetti.. e mi chiedo se riuscirò a realizzarli, ma è tutto molto molto complicato.. Mi dedico a lui, anche se a volte è difficile. Ma non demordo, aspetto, perché passato e presente mi dicono che ne vale la pena. Meno di due settimane. Curiosità tra chi mi vuole bene. Voglia di giorni speciali.. qualcosa mi dice che ne avremo.. E’ come prima di partire per Londra. Timori e dubbi, ma la netta sensazione che fosse la cosa giusta da fare, la cosa migliore per me. E avevo ragione. *Fra* 

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07/11/2007

god iS pLAYiNg mARbLeS
(Donovan – “Cosmic Wheels”)
 
Stamattina ho scritto una pagina grigia. L’avevo scritta pensando di metterla qui. L’avevo scritta col cuore in mano, un autentico ritratto di ciò che avevo dentro. Adesso non so cosa fare. Nel giro di tre minuti è cambiato tutto. Lo sento che mi dice “good news” e lo supplico di dirmelo. Le sto aspettando quelle 4 parole, 4 esatte. “I found my passport”.
 
Scoppio a piangere.
 
Si, non sono normale. Quando accumulo tensione perdo il controllo, divento instabile, ancora più del solito. Io.. ormai non ci speravo più, vedevo tutto nero, e proprio all’ora di cena ho avuto una crisi delle mie. Stupide domande e preoccupazioni nella mia testa. E la consapevolezza di non poter fare niente. Niente. Cosa c’è di peggio dell’impotenza? E’ come allungarsi verso una mensola dove è riposto qualcosa di preziosissimo, di indispensabile.. e accorgersi di essere troppo bassi. Giusto quel paio di centimetri, ma non c’è soluzione. Che nervi.. L’ho chiamato per quello, perché mi rassicurasse. Ed ecco che arriva quella notizia, inaspettata, o meglio insperata. Per telefono cerco di contenermi un po’, ma non riesco comunque a parlare perché il respiro va e viene. Poi attacco e non so se rido o piango, direi tutt’e due.
 
Si procede così.. Un nuovo problema insorge, tutto va da schifo, si cerca di non pensarci, si cerca un modo per risolverlo, ma dato che non dipende da noi lo sconforto è grande. Poi qualcosa cambia, si intravede una vaga speranza e pian piano tutto va a posto.. Oppure, all’improvviso, la soluzione cade dal cielo.
 
Dal cielo..
 
Domenica, per la prima volta dopo tanto tempo, ho fatto qualcosa di simile al pregare. Mi sono sentita abbandonata. Maledetta direi. Ho chiesto aiuto. Pur sapendo che, qualsiasi cosa sarebbe successa, avrei conservato tutti i miei dubbi.
 
Si chiedono segni.. poi arrivano.. e ci si chiede: “Sono segni? O è pura casualità?” E si è di nuovo daccapo. La mia vita sta subendo degli scossoni radicali. E se quel pomeriggio di Agosto non volevo per nessun motivo staccarmi da lui, è anche perché il suo punto di vista era rassicurante. Ho visto una piccola luce. Ho pensato che forse avrebbe potuto aiutarmi. Succederà? Sta già succedendo? Non lo so. Sono confusa..
 
Cosa ci vorrà per ridarmi ciò che ho perso?
Forse è ora che io torni a occuparmi dei miei vecchi problemi.. Una volta la Lao mi aveva detto saggiamente: uno per volta, dal primo all’ultimo, procedendo con ordine. Potrei fare una lista delle cose che ho lasciato in sospeso.. E chissà perché, sono sempre tentata di partire dagli ultimi, i più piccoli, i più facili.
Mi è sempre piaciuto depennare cose da una lista. E’ uno dei motivi principali per cui faccio liste.. I compiti veloci si depennano in fretta, è quello che rimane che crea un certo disappunto.
 
Torno a studiare.. mi aspetta una notte intensa. E se non è solo un caso, Grazie. Adesso posso essere solo felice. *Fra*

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30/10/2007

iF i LAY HeRe..
(Snow Patrol – “Chasing Cars”)
 
- Cosa ci fai ancora qui?
- Aspetto.
- Cosa?!
- Aspetto.
- ..Ma sei pazza? Lo sai che non ha senso! Non verrà, lo sai benissimo.
- Già..
- …
 
- Cosa ci posso fare? Non riesco a smettere di sperare. Se solo potessi dormirei sulla poltrona qui accanto, per assicurarmi di esserci quando arriverà.
 
Tic, tac, tic, tac, tic, tac..
 
- Quante ore dormi per notte?
- Abbastanza. Credo 6, in media.. Non è poi così male.
- .. ti si spappolerà il cervello..
- No, credo che i primi a subirne le conseguenze saranno occhi e orecchie. Le orecchie mi fanno sempre un male cane quando vado a letto..
- E scommetto che mi dirai che ne vale la pena..
- Certamente.
- Beh, coraggio, credo che per stasera possa bastare. E’ mezzanotte passata, sarà già a letto..
- No, aveva tanto da fare, è ancora sveglio, sono quasi sicura.. Non ricordo a che ora ha lezione il martedì. La mattina, credo..
- Dormono già tutti, me ne vado anch’io. Spegni questo dannato computer e vai a dormire. Buona notte.
- Ancora un minuto..
 
*Fra*
 
“And waiting for you is all I wanna do..” (Pete Yorn)

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24/10/2007

SometHiNg eLSe i’m miSSiNg
(Jimmy Eat World – “Like She’ll Always Be”)
 
I giorni passano e sono carichi di parole, ma le regalo tutte a lui. L’altalena non si ferma, su e giù, su e giù.. non ci posso fare niente, è una situazione difficile e ci stiamo male entrambi. Almeno però abbiamo un pensiero felice. Una stella piccola e lontana che ci fa guardare avanti. Saranno settimane dure, ma con un po’ d’impegno ce la possiamo fare. E forse dopo tutto andrà meglio, e sarà almeno un pochino più facile.. lo spero davvero. La situazione in famiglia è più tranquilla, ma questo non significa che i contrasti si siano risolti. Li ho solo messi da parte, per istinto di sopravvivenza. Tutte le sere mi rifugio qui, in cerca di una risata spontanea, e quando la trovo riesco a dimenticare tutto quello che mi sta intorno. Chi è costretto a guardarmi si irrita per i miei continui sbalzi d’umore, ma non me ne curo. Se la sono cercata, adesso che non si lamentino.. Si vive in funzione di Dicembre. Io più che altro vivo in funzione di lui. Ogni singolo momento è finalizzato ad architettare nuovi modi per farmi sentire vicina e per progettare un futuro migliore. Il tempo mi manda in panico, non sembra mai abbastanza, e poi subentrano tutti i dubbi riguardo le mie capacità. Mi lascio assalire dalle solite paure, mi dico che non ce la farò, che non otterrò tutto quello che spera. Ieri sera però c’è stato un momento.. un momento in cui gli ho chiesto se mi aiuterà, e lui ridendo, incredulo, mi ha risposto certo che si, e mi ha ribadito che non mi devo preoccupare perché mi darà una mano in tutto. Sorrisi tra le lacrime, sorrisi sotto un cielo grigio, sorrisi in un treno affollato. Sono i ricordi più stupidi e banali a fami ancora sorridere. Quelle scene di tenerezza in cui l’ho visto prendersi cura di me. Lui che mi toglie una spina dalla mano, un massaggio per alleviare il mio mal di schiena, il suo maglione che mi tiene al caldo. La distanza uccide, combina solo casini. Fa male e allo stesso tempo illude. Come possono farmi questo? Mi danno dell’egoista, eppure a me sembra quasi il contrario.. La musica si insinua ancora in ogni spiraglio: consola, pugnala, copre, avvelena, illumina. E’ fondamentale aggrapparsi a qualcosa per non cadere. Sogni, ricordi, progetti.. tutto fa brodo. E così, eccomi di nuovo in attesa, tanto per cambiare. Il colpo di scena è arrivato, ma qualcuno ha deciso di mandarmi in pubblicità. Se solo fosse una replica potrei schiacciare “FFW”, invece è una prima visione. Accidentaccio.. Mi rendo conto di non farmi vedere troppo spesso. Mi spiace.. la mia vita si è improvvisamente riempita, di vuoto, e devo occuparmene. Intanto vi guardo fare casini tra i commenti.. quando imparerete a firmarvi risolverete la metà dei vostri (miei?) problemi. Comunque, per la cronaca, non mi commento praticamente mai da sola, se devo scrivere qualcosa la scrivo qui, e non sono l’unica Fra sulla terra.. A presto! *Fra*

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12/10/2007

SPiNNiNg At tHe SPeed oF SouNd
(Switchfoot – “Adding To The Noise”)
 
Certo che la vita è veramente imprevedibile.. Ogni tanto mi fermo a pensare a quello che mi è successo negli ultimi mesi, e sembra davvero così assurdo..! Sono contenta, oggi sono veramente contenta. E’ quasi passata la prima settimana, non è per niente facile e ci sono stati almeno un paio di momenti che definire pessimi è eufemistico. Ma sono ancora qui, con una voglia matta di continuare a lottare. E non credo di essere la sola. Ieri sera mi ha chiamata, e mentre eravamo su Skype ha prenotato il volo per venire a Milano a Dicembre. Ancora non me ne rendo conto. E’ tutto vero accidenti, volo prenotato, vuol dire che trascorrerà davvero il Natale con me..! Non chiedo altro a Babbo Natale. La mia vita quotidiana è ancora caratterizzata dagli alti e bassi. Ci sono cose molto negative che mi fanno stare male, ma ci sono anche piccoli raggi di sole. Coi miei la situazione si sta lentamente assestando, dopo giorni di furiosi litigi, mutismo, lacrime, nervosismo, incomprensioni. Vedo spiragli di speranza, e spero con tutto il cuore che eventuali problemi con loro non condizionino negativamente il periodo natalizio. Quest’anno dovrà essere tutto perfetto. Niente errori. Niente tensione. Di dolore ne abbiamo già avuto in abbondanza lo scorso anno. E poi c’è mio fratello.. Prima di partire (e mentre ero là) ci sono stati i soliti screzi e la solita insopportabile indifferenza. Ma sorprendentemente, una volta a casa la situazione si è ribaltata. Parliamo tanto, è disponibile con me, scherziamo, mi racconta quello che gli succede.. stento a crederci! Sta vivendo anche lui un periodo positivo, e lo vedo sorridente, sereno, entusiasta.. è una gran bella cosa, e sono veramente contenta per lui. Spero che quest’anno porti a tutt’e due una manciata di positività. Ce ne sarebbe bisogno, dopo tanto tempo.. La strada è accidentata, più per me che per lui, ma del resto alcune cose non si possono scegliere. E non ho nessuna intenzione di lamentarmi. Continuo a ritenermi fortunata, e ancora una volta mi stupisco di quanto sia splendida la vita.. La amo anche per questo: ogni giorno può riservare qualcosa di bellissimo e inaspettato. Basta saper aspettare e non perdere mai un briciolo di speranza. A me è successo così. C’è sempre qualcosa di speciale dietro l’angolo, le ferite guariscono, e anche se le persone vanno e vengono e i lividi non mancano mai, sono ancora convinta che valga sempre la pena di svegliarsi la mattina e affrontare ogni nuova giornata. A volte non è per niente facile e si sente il bisogno di scappare. Ma poi qualche piccolo cambiamento ci fa vedere tutto sotto una luce diversa. Si aprono delle prospettive migliori e si trova la forza di andare avanti. Cerco di seguire i consigli che mi vengono dati, cerco davvero di concentrarmi su ciò che di positivo ho vissuto. Oggi sto meglio. Avevo bisogno di piccole certezze, e ora credo di averle. Buon weekend! *Fra*

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08/10/2007

it’S eASieR to LeAVe tHAN to be LeFt beHiNd
(R.E.M. – “Leaving New York”)
 
Tracce di sale sulle lenti degli occhiali. Sono tornata, e già i miei mi fanno venir voglia di scappare. Speravo in un’accoglienza un po’ diversa, tutto qui. Speravo in un minimo di entusiasmo, di partecipazione.. Invece sono così poche le persone che capiscono davvero quanto è importante quello che sto vivendo. Le difficoltà non sono poche, e sono la prima a rendersene conto, ma vedo anche tanti passi in avanti, cose che ritengo molto positive per me, per la mia crescita.. Venerdì notte non so bene cosa sia successo. Stavo male, ero irrequieta. Il letto sembrava freddo come non mai, ma non volevo abbandonarlo per nessun motivo. Ho fatto l’errore di fare un giro in cucina, e forse è stato quello a buttarmi giù. Camera sua è l’ambiente più impregnato di ricordi, ma la cucina è sempre stata qualcosa di speciale per me. La rivedo immersa nella penombra in una notte di Agosto, una tazza di tè caldo e pane tostato. Mille minuti trascorsi guardando la BT tower, il London Eye e i palazzi a vetri. La nostra finestra preferita. Volevo solo guardare fuori, guardare l’ultima notte, con la paura che potesse restare l’ultima per un po’. E’ lì che sono crollata, e poi ho fatto fatica a calmarmi. Lui era sempre al mio fianco, apprensivo, preoccupato. Non è facile, non è per niente facile. Abbiamo cercato di goderci ogni istante senza pensare troppo al momento della separazione, e siamo stati davvero felici insieme. La nostra storia non ha nulla di normale, e forse proprio per questo mi piace così tanto.. E’ un liofilizzato straniante di situazioni, anni interi condensati in una manciata di giorni, come sale nell’acqua bollente scuotono la superficie e cambiano il sapore di ogni cosa. Due settimane per imparare cosa vuol dire essere in due. Giornate come lunghe attese per poi vederlo arrivare e regalargli un larghissimo sorriso. Tutto corre velocemente, perchè dal primo istante ci siamo sentiti come vecchi amici. La prima settimana regali, piedi sotto al tavolo, cinema e teatro, momenti dolci, una cena solo nostra, l’incontro coi suoi amici.. due passi nel suo mondo. Poi l’incontro coi suoi, vedere per la prima volta il posto in cui ci siamo incontrati, sentirmi parte di una nuova famiglia, Playstation e tv, un litigio pieno di gelo e lacrime calde e pesanti. La seconda settimana ci siamo presi cura l’uno dell’altro. Un’influenza del cavolo ci ha messi in ginocchio, e così ci siamo misurati con un po’ di negatività. Abbiamo retto bene, ci siamo accorti di quanto sia speciale dedicarci ad un’altra persona e vederla stare meglio. Altre giornate intense, uscite con gli amici, il ritorno a Wimbledon, attimi carichi di sorrisi, tante canzoni e qualche lacrima. Mi guardo indietro e mi ritrovo avvolta da una miriade di frammenti. L’ultima immagine che ho di lui è scolpita nella mia mente. La scala mobile mi porta sempre più in alto, e io lo vedo allontanarsi mentre cerco di abbozzare un sorriso. “Va tutto bene“ mi ripeto, e chino la testa per non staccare i miei occhi dai suoi. Volo indifferente, buio e silenzioso. Una volta atterrata vengo inondata dalla felicità nel vedere due volti amici. E’ stato l’unico momento in cui sono stata contenta di essere tornata. Due abbracci caldi e poi la strada di casa. Ne sentivo la mancanza? La risposta è no. Oggi pomeriggio l’ho chiamato, ed è stato il quarto d’ora migliore della giornata. Noi. Anche stanotte mi coricherò in un letto di ghiaccio. Domani inizia il mio terzo anno di università e spero di starci con la testa. Visto che il cuore è rimasto da un’altra parte. *Fra*

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26/09/2007

wHY do i HaVe to FLY?
(Keane – “A Bad Dream”)
 
Le persone non si rendono conto del male che fanno. Pensano di meritare tutta l’attenzione e la comprensione possibile. Pensano che il mondo si debba fermare per non disturbare il loro sonno. Se ne stanno li’ a crogiolarsi nel loro dolore e agli esami di coscienza preferiscono i capri espiatori. Ottimo direi. E allora io me ne sto qui seduta alla sua scrivania a mangiare il porridge che mi ha preparato prima di andare in universita’. E penso. Penso a tutta la tristezza che ho dentro, e che vorrei solo seppellire sotto uno strato pesante di pelle. Perche’ finche’ mi concentro su quello che ho mi sento solo la ragazza piu’ sexy e fortunata della terra. Nessun paradiso tropicale e’ piu’ stupendo di questa camera. Nessuna vacanza e’ mai stata piu’ felice di questa. Adoro questa citta’, adoro questo appartamento, adoro i suoi amici, adoro i suoi vestiti accartocciati in un angolo del letto, ma soprattutto adoro lui. Perche’ quando mi parla non esiste nient’altro, posso solo ascoltarlo con occhi sognanti e spalancati. Perche’ mi spaccherei le corde vocali a furia di cantare con lui, camminando per strada la mattina mano nella mano. Perche’ nessun altro mi ha mai coperta di attenzioni fino a farmi sentire una vera principessa. Perche’ nessuno e’ cosi’ stupido da farmi ridere cosi’ tanto. Perche’ rinuncerei a tutto e a tutti, veramente, solo per prolungare all’infinito questi giorni. Quante volte ho gia’ dovuto scegliere tra la mia felicita’ e quella degli altri? Quante volte ho scelto la mia? Ricky dice che se prenoto quel volo sono completamente pazza. Mr Gorgeous non vuole che io cambi le mie abitudini e il mio modo di essere. Io sto in mezzo. Le mie mani sanno di cipolla, ieri mi sono comprata una mini cortissima, davanti a me c’e’ un sole splendido, i Weezer urlano “Buddy Holly” e credo che tra poco mi mettero’ a ballare davanti allo specchio, il porridge e’ sempre piu’ freddo, la mia pelle sempre piu’ pallida e il vaffanculo che ho dentro sempre piu’ intenso. E’ da ieri sera che il magone non va via. Perche’ forse lui non se la sente di stare con me e io invece ho gia' indossato i guantoni e sto salendo sul ring per lui. Mi chiedo come potro’ tornare a dormire da sola, a svegliarmi lontana dalla sua pelle e dal suo sorriso, a fare ogni piccola stupida cosa senza le sue mani. Ricky dice che se mi vuole bene capira’, ma gli rispondo che no, non capira’. C'e' chi non riesce ad essere solo contento per me. Mr Gorgeous e’ preoccupato, vuole solo che io sia felice, e’ tutto quello che gli interessa. Mi piacerebbe poter parlare con i suoi amici.. sono cosi’ adorabili con me.. vorrei potermi sfogare.. sono fragile come vetro..dovrei staccarmi da lui o stringerlo forte? Cerco di pugnalarlo col mio sguardo triste ma non ce la faccio ad andare avanti cosi’. Poi lui dice porcellino e fa i suoi versi da animaletto contro la mia pancia, e non posso non ridere come una matta. Mi sto innamorando, ecco tutto. E non so se sto piangendo per la felicita’ o per l’angoscia. *Fra*

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20/09/2007

i FeeL LoVed
(Depeche Mode - “I Feel Loved”)
 
Valigia quasi chiusa. Mancano gli ultimi dettagli, e sono praticamente sicura che dimenticherò qualcosa di fondamentale.. E così si riparte, con un misto di sensazioni dentro. Una voglia allucinante di un suo abbraccio, la paura folle che qualcosa vada storto, la certezza di vivere altri momenti indimenticabili, il timore di potermi accorgere che è stata solo magia. Cerco di viverla un po' come dice lui: un'avventura. Mi porto materiale per scrivere e disegnare, qualcosa da leggere, tonnellate di vestiti, pasta, post-it e pennarelli verdi, una scorta di dolcezza, labbra sorridenti ed occhi chiusi. Lui è adorabile, ma temo possa farmi del male senza volerlo. Che ne sarà di noi? Parto per saperlo. Intanto le persone che ho accanto mi si stringono intorno. Ognuno esprime l’affetto a modo suo, ma la cosa bella è proprio questa: tutti dimostrano di tenere a me. Mi godo questi attimi.. Farò tutto il possibile per scrivervi qualcosa anche da Londra, ma non garantisco. Torno per l’1 Ottobre.. a presto!! *Fra*

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17/09/2007

tHiNgS SHouLd be SimPLe
(Editors – “An End Has A Start”)
 
Tento di concentrarmi sullo studio, ma lo sforzo è immane. La mia mente è già là con lui, e va avanti e indietro tra la cucina e la camera. Se ne sta accoccolata per terra aspettando che lui ritorni. Guarda fuori dalla finestra e sbircia dentro ai palazzi a vetri. Legge un libro sdraiata sul letto. Passando davanti allo specchio rivede un abbraccio. Ogni tanto, senza motivazioni valide, si lascia assalire di nuovo da vecchie paure. Allora si nasconde sotto un cappuccio, si raggomitola e piange in silenzio. E’ tutto così complicato.. Settimana scorsa ho prenotato il volo. A proposito, c’è nessuno che smania dalla voglia di portarmi in aeroporto giovedì notte alle 4? Uno alla volta eh.. Lui per telefono sembrava davvero felicissimo..
 
What are we?
 
E’ assurdo, eppure sento la sua mancanza al mio fianco in ogni stupida cosa che faccio. Anche ieri, al cinema. Il film dei Simpson è fantastico, anyway. Ammucchio vestiti da mettere in valigia. Penso con terrore a pranzi e cene. Amici. Genitori. Ha fermato la mia vita. Adesso ogni giorno è immobile, fisso su momenti già lontani. Il cd degli Editors è pieno di perle di saggezza. E’ cupo e disperato nella sua folle corsa attraverso gli alberi. Spero di non dovermi mai sentire dispiaciuta. *Fra*

pensato e trascritto da Coldflame 19:44 | commenti (1)

10/09/2007

ALL tHeSe woRRieS wiLL SooN diSAPPeAR
(Snow Patrol – “Wow”)
 
Alti e bassi, alti e bassi, alti e bassi. Troverò mai un dannato equilibrio? Vado a momenti, da buona lunatica. Leggo le sue parole, ripenso a quelle che ci siamo detti, e mi sento solo felice. Poi le nuvole si addensano, lo sento lontanissimo, ho paura di perderlo troppo in fretta, ho paura di lasciarmi tagliare, e mi rannicchio da qualche parte sperando di veder tornare il sole. Ogni tenerezza che vedo intorno a me mi raggela il sangue. Dicono che l’incertezza è il pane quotidiano di ogni storia. Non manca mai, anche quando si è vicini. Allora mi trascino tra un giorno e l’altro, aspettando che la sua voce torni a rassicurarmi. Lo studio procede, i litigi con i miei non si esauriscono, le amiche mi stanno accanto e cerco modi per recuperare un po’ di soldi. Mi appresto a prenotare il volo. Farà male? Questa volta mi guardo davanti piena di coraggio. Perché la meta mi sorride, abbagliante. Ho solo voglia di partire. Forse sarà pioggia, sarà lacrime, terremoti, freddo, notti insonni e urla represse. Ma forse no, e allora voglio tentare. *Fra*

pensato e trascritto da Coldflame 19:19 | commenti (3)